nel frammento

NUMERO 2 / ANNO 2032

CHE IO TI VEDA

di Barbara Braconi

Sono innumerevoli, anche all’interno di una stessa giornata, i momenti in cui mi emerge il bisogno di Qualcuno che non cambi magicamente le circostanze e le condizioni, ma le attraversi e le viva con me, rendendomi possibile affrontarle. Potrei fare esempi banali come l’accoglienza del caldo torrido di questi mesi estivi o il fastidio di trovarmi imbottigliata nel traffico. Contemporaneamente penso a circostanze completamente diverse come la recente morte di cinque giovanissimi ragazzi marchigiani, in una sola notte, a causa di incidenti stradali o al devastante terremoto in Venezuela che ha causato migliaia di vittime. Nessuno vorrebbe tragedie così, né qualsiasi tipo di banale fastidio. Ma saremmo davvero apposto se tutto andasse secondo le nostre immagini? La mia esperienza è che nulla basta mai veramente al mio cuore se non Colui da cui e per cui è fatto. Ultimamente, ad esempio, avevo una certa preoccupazione per un debito contratto dalla scuola paritaria in cui lavoro per affrontare le spese del sostegno che il contributo ministeriale non copre. Parlandone con una mamma alla festa di fine anno scolastico, il marito avvocato mi ha detto: “Qual è la cifra che serve? Le faccio fare subito un’erogazione liberale da un mio cliente”. Ho visto l’iniziativa della Provvidenza in questo fatto e ne sono infinitamente grata e commossa. L’esperienza di Pavese, però, che il giorno dopo aver ritirato il Premio Strega, scrisse: “A Roma, apoteosi. E con questo?”, è anche la mia, è anche la nostra, sempre. Nulla basta mai fino in fondo. C’è un bisogno profondo, in me come in ciascuno, che non si azzittisce, neppure quando tutto è apparentemente perfetto e va proprio come vorremmo. “Che io ti veda!” – è il grido che più segna la mia preghiera in questo tempo. “Uno è l’alveo del mio desiderio: che io ti veda, ed è questo il mattino” – dice un canto a noi molto caro. Riprendendolo, così diceva Nicolino all’incontro di apertura del nostro Convegno del 2008: “Che io ti veda: ed è questo il mattino. Il mattino dentro ogni mattino. […] Lui si mostra ed accade nella storia, accade nella presenza di un uomo di nome Gesù e della sua santa Compagnia. Non solo 2000 anni fa, ma anche adesso. Siamo noi questa presenza e questa compagnia adesso. Che ci sia io, con tutto quello che sono. Che aderisca e mi lasci afferrare io. Possiamo essere venuti segnati da una vita stanca, amareggiata, delusa, confusa e ottenebrata da ciò in cui l'abbiamo irrazionalmente tentata di sfamare fino a qualche minuto fa: ma è più grande la presenza del suo amore e della sua misericordia che opera sempre, che sta operando ora, nella tua vita. Basta solo uno spiraglio del cuore: ed è subito un nuovo mattino, uno splendore di luce che vince queste tenebre. Un nuovo inizio”. È così, sia così.

Nell’esperienza di un grande amore TUTTO DIVENTA AVVENIMENTO NEL SUO AMBITO

Ognuno di noi, si ritrova a scrivere lettere o messaggi a Nicolino, o ad altri amici della Compagnia, per il desiderio di consegnare il proprio cuore e condividere quanto sta imparando, il proprio sguardo e il proprio giudizio rispetto a un fatto vissuto o a un momento attraversato… sempre nella certezza di essere accolti, di essere portati nella preghiera e di essere sostenuti dall’insegnamento e dalla testimonianza del nostro carisma.

CUSTODITE E FATE CRESCERE!

Discorso di Papa Leone XIV alle associazioni di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità

“MAGNIFICA HUMANITAS”

La prima enciclica di Papa Leone XIV

Il 15 maggio 2026, Papa Leone XIV ha firmato la sua prima Lettera Enciclica, che ha per titolo: “Magnifica Humanitas. La custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Accogliendo la sfida rappresentata dall’avvento e dall’affermazione dell’intelligenza artificiale, il Papa pone il suo sguardo sulla finitudine e sulla grandezza della nostra umanità, e richiama tutti alla responsabilità di custodire il misterio eterno dell’esser nostro.

CON LO SGUARDO RIVOLTO A UNO

L’inaugurazione della Torre di Gesù alla Sagrada Família

Lo scorso 10 giugno, papa Leone XIV, durante il suo viaggio apostolico in Spagna, ha inaugurato il diciottesimo pinnacolo del Tempio espiatorio della Sagrada Família a Barcellona - eretto dall’architetto Antoni Gaudí -, la Torre di Gesù.

QUESTO MONDO IN FRANTUMI

La crisi geopolitica contemporanea

Il 15 maggio scorso, a San Benedetto del Tronto, abbiamo vissuto un incontro col giornalista Rodolfo Casadei sulla grave situazione politica internazionale del momento. Pubblichiamo una sintesi del suo intervento che lui stesso ha scritto per questo numero.

L’IRRIDUCIBILITÀ DI QUEL “LUOGO” CHE ABBIAMO IN MEZZO AL PETTO

Brano di Nicolino Pompei tratto dall’approfondimento “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”

“ED IO CHE SONO?”

Multiculturalità e integrazione nella nostra attuale società

Le migrazioni, la globalizzazione, le tensioni geopolitiche e la crescente pluralità culturale e religiosa ci favoriscono una domanda: è possibile difendere la propria identità senza rifiutare l'altro, e nello specifico di questo momento storico, il migrante?

IL FRUTTO PIÙ BELLO È IL RIFIORIRE DELL’UMANO

Agricoltura Sociale: un lavoro che riapre alla vita

Pubblichiamo la testimonianza di Lorenzo Maurizi che, lavorando come educatore presso la cooperativa Nain e rapportandosi sempre più con la difficoltà di molti ragazzi a trovare un lavoro e di riuscire a mantenerlo a causa di problematiche di varia natura, qualche anno fa si è ritrovato l’intuizione di coltivare la terra del nonno, dando inizio ad un servizio che oggi offre un lavoro e diventa un cammino di amicizia, di rieducazione, di reinserimento, di ripresa in mano della propria vita per ragazzi seguiti dai servizi sociali o da centri di igiene mentale.

QUELL’INSOPPRIMIBILE PUNTO VIVO

Autori in dialogo con il loro cuore

Nel rapporto con la realtà, a partire da quella che siamo noi a noi stessi, nell’incontro con qualcosa che può essere percepito come limite così come quando si è all’apice di un successo, il cuore dell’uomo - testimoniato attraverso l’esperienza umana di alcuni grandi autori - non riesce ultimamente a soccombere o ad accontentarsi ed emerge con tutta la domanda che esso è.

DALLE CATENE AL CANTO

Il Gospel, un grido di libertà

Prima di diventare quel gioioso genere musicale dal ritmo irresistibile che trascina intere platee, il Gospel e, prima ancora, i Negro Spirituals che ne sono all’origine, sono stati un grido di sopravvivenza di uomini e donne che non si rassegnarono alla disperazione, ma, incontrati dalla Speranza, scoprirono una nuova Libertà, trasformando quella sofferenza in canto.

IL VUOTO CHE CI INTERROGA

La pittura evocativa di Edward Hopper

Edward Hopper, definito padre del Realismo americano e pittore della solitudine, dell’attesa e della luce, è stato interprete del sentimento americano del suo tempo. A quasi un secolo di distanza, la sua pittura essenziale continua a parlare con forza all’uomo contemporaneo.

TARDI TI HO AMATO

S. Agostino
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