Desolato

Brano nato dalla collaborazione tra Enzo Jannacci, il figlio Paolo e il rapper J-AX

Un breve approfondimento del testo e il video nella versione proposta dalla Compagnia InCanto

23 Marzo 2024

Il brano "Desolato" nasce dalla collaborazione tra Enzo Jannacci, il figlio Paolo e il rapper J-AX. Il brano si pone con la profondità e l’ironia geniale di chi osserva la realtà con uno sguardo acuto, di chi si mette di fronte a tutti i “problemi” (parola che ricorre spesso nel testo) nel quotidiano affronto della vita. Una realtà che, incontrandola così com’è, fa inevitabilmente sorgere la domanda di senso che abita il cuore umano e, contemporaneamente, l’esigenza di una risposta che possa aprire una strada e dare senso a tutti i fattori e le circostanze che l’uomo soffre o, peggio, può subire dentro una rassegnazione, una delusione che diventano l’ultima parola sulla vita.

“Desolato, ma più che desolato incazzato, quando vedo che la gente si uccide…”

È la voce di un uomo tentato di rassegnarsi alla delusione rispetto alla realtà e al dramma di circostanze che ogni giorno ci toccano, anche attraverso i fatti di cronaca. Si elenca poi tutta una serie di problemi “concreti”, da cui sembrano dipendere l’insoddisfazione e la tristezza dell’uomo, che sembrano essere il vero ostacolo alla sua felicità. Ma il punto, forse, non è tanto che le cose “non vanno”, quanto che senza qualcosa o qualcuno che ci faccia affrontare tutta la realtà fin dentro queste circostanze, si resta solo delusi, “de-solati”, appunto, senza “sole”, senza un punto fermo e certo da guardare: “Desolato se non trovo la risposta ai tuoi problemi… Desolato se poi il sole non ti ascolta più di tanto…”

"Ma che problemi hai? C’ho il problema che il tempo non mi passa mai, non mi basta mai, non mi basta!”

Che non sia la vera “questione”? Possiamo anche avere tanto tempo, ma poi emerge la noia, perché cerchiamo soddisfazione da occupazioni che non rispondono a quell’attesa; oppure, non basta mai, perché ci accorgiamo che scorre inesorabile, mostrando la natura finita e passeggera di tutto quello a cui attacchiamo la vita. Abbiamo bisogno di qualcuno che dia senso e compimento alla vita, che mostri la realtà come sempre ultimamente positiva. Perché il nostro cuore lo desidera, tanto che, nonostante tutti i problemi che si elencano, c’è un desiderio infinito che resiste sempre alla tentazione di rassegnarsi definitivamente. Infatti, il brano conclude così: “Desolato se la vita a me, a me piace ancora tanto”.

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"Molte volte questo cuore vorremmo azzittirlo, strapparcelo di dosso per quanto sentiamo la sproporzione vertiginosa della sua natura e l'incapacità di poterlo corrispondere; per quanto lo sentiamo rinfacciarci la sua insoddisfazione rispetto a tutto quello con cui abbiamo avuto e abbiamo la pretesa di soddisfarlo; per quanto, nel tempo, continuiamo a verificare che niente gli basta e tutto prima o dopo lo delude." (Nicolino Pompei)

Chi può rispondere a questo cuore e permetterci di non essere vinti dalla delusione, ma di poter attraversare, vivere, amare tutta la realtà con tutto quello che c’è dentro? Per la nostra esperienza, l’unica “ipotesi” che vale la pena verificare è quella che nella storia porta una promessa così, la possibilità della gioia sempre: la presenza di Cristo vivo, presente e sempre con noi.

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